Presso il Liceo scientifico, economico sociale e scienze applicate dell’Istituto G.B.Quadri di Vicenza

 

2016-2017 : destinatari tutti i 623 studenti delle classi terze e seconde

1. L’intervento, preceduto da un questionario, è articolato attraverso il raggiungimento di obiettivi successivi che sono stati sviluppati in due fasi:

  • la prima attraverso lavori di gruppo, coordinati da due psicologhe e un medico endocrinologo volti a sensibilizzare i ragazzi rispetto agli stereotipi che vengono proposti dai mass media
  • la seconda attraverso azioni interattive e attività in gruppo, coordinate da altre due psicologhe e dal medico endocrinologo, con l’obiettivo di evidenziare come le richieste e le proposte ambientali possano spingere ad avere comportamenti non protettivi rispetto al benessere e alla salute della persona
  • in particolare poi, la restituzione dei dati emersi dai questionari, vuole essere l’occasione per affrontare alcune aree indicate dalla letteratura, come fortemente correlate al rischio di sviluppare un disturbo alimentare
  • le varie fasi dell’intervento sono state supervisionate dal responsabile del progetto

 
Obiettivi:

  • rendere consapevoli i ragazzi di quanti stereotipi relativi a cibo, corpo, immagine corporea, condizionino le scelte e i comportamenti alimentari e relazionali
  • ridurre i comportamenti disfunzionali relativi al cibo (dieting e assunzione di cibo come regolatore emotivo)
  • cercare una via di uscita dalle contraddizioni costruendo una visione critica della realtà, con un rinforzo personale rispetto ai messaggi
  • sviluppare abilità che incrementino l’autostima e l’autoefficacia personali e relazionali, sottolineando come la nostra società punti tutto sull’immagine e la performance, sollecitando costantemente aspetti narcisistici a scapito di abilità sociali e di condivisione emotiva

 

2. Incontro di restituzione agli insegnanti e ai genitori per dare loro la possibilità di “leggere i comportamenti degli alunni/ figli con occhiali diversi”. Adolescenti: quando cibo e corpo diventano un peso


 

2017-2018, destinatari tutti i 323 studenti delle classi seconde

1. L’intervento costruito con le stesse modalità sperimentate nell’anno precedente ma arricchito dalle osservazioni degli studenti e dal confronto tra operatori, mantiene obiettivi condivisi che mirano a dare ai giovani:

  • “strumenti” per non farsi ingannare dagli stereotipi,
  • “strumenti” per incominciare a creare maggior integrazione tra mente e corpo,
  • consigli pratici basati su conoscenze scientifiche, buon senso e praticabilità della dieta mediterranea che ha il pregio di essere fortemente antiinfiammatoria.


 


 

2. Incontro di “restituzione” agli insegnanti e ai genitori per un coinvolgimento attivo:
Quando perfezionismo e ansia ostacolano il successo scolastico e relazionale degli studenti

Di seguito vengono riportati alcuni dei dati emersi:

Ben il 50% circa dei ragazzi di seconda afferma di non sentirsi soddisfatto nemmeno con il massimo dei voti. Si evince un ruolo preoccupante della pressione sociale rispetto ad alcune tematiche cruciali nella crescita degli adolescenti.

Come evidenziato dal grafico il 23% delle ragazze e il 4% dei ragazzi afferma di “detestare” il proprio corpo.

Una valutazione complessiva su quanto realizzato ha portato a rilevare come l’esperienza:

  • rappresenti un modo funzionale per avvicinare il mondo della scuola con il mondo dei servizi socio-sanitari, in particolare con quelli per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
  • contribuisca a fare emergere un’analisi dinamica della distribuzione dei fenomeni che pongono i giovani a rischio
  • porti ad allargare alla scuola un lavoro di osservazione, mappatura, approccio, costruzione di relazioni significative utili a far emergere aree di sofferenza psicologica nei giovani
  • attivi specifici interventi di prevenzione, aggancio e accoglienza dei giovani

2018-2019: destinatari tutti i 284 studenti delle classi seconde

L’intervento è stato costruito con le stesse modalità sperimentate negli anni precedenti pensando ad un approccio integrato mente/corpo che potesse favorire non solo il “comprendere” i concetti ma soprattutto ne consentisse una vera e propria “sperimentazione” prendendo sempre avvio dalle conoscenze ed esperienze dei ragazzi.

  • Strutturato essenzialmente in due fasi, il percorso si articolava con lavori in piccoli gruppi e interventi che coinvolgevano l’intera classe.
  • L’intervento è stato modulato su una sollecitazione costante attraverso attività ludiche, emotive e creative che prevedevano anche l’uso del corpo.
  • E’ stata offerta la possibilità di sperimentare piccoli momenti di mindfulness.
Grafico il confronto con gli altri

Il corpo e il confronto con gli altri si sono evidenziati come temi generatori di conflitto e sofferenza.

Si è sottolineato come l’ascolto corporeo può diventare uno dei principali strumenti per accedere alla consapevolezza emotiva e individuare risposte funzionali alle emozioni negative riducendo il ricorso al cibo stesso come “regolatore emotivo”.

Il confronto attivo tra i giovani è stato un modo per conoscere gli atteggiamenti verso cibo corpo e immagine di sé, ma anche per sviluppare assieme un pensiero critico su questi temi.

 

2019-2020: destinatari tutti i 306 studenti delle classi seconde

L’intervento, seguendo la metodologia ormai consolidata, si è focalizzato anche sul disagio corporeo maschile per contrastare la vigoressia, rappresentata da una costante insoddisfazione relativa alla massa muscolare.

Obiettivi della prima parte dell’intervento:

  • Rendere consapevoli i giovani di quanto le conoscenze scorrette e gli stereotipi relativi a cibo, corpo e immagine corporea possano condizionare le loro scelte e i comportamenti alimentari.
  • Evidenziare quanto tali aspetti entrino in gioco nelle relazioni con i pari e nella definizione di sé.
  • Ridurre i comportamenti disfunzionali relativi al cibo (dieting e assunzione di cibo come regolatore emotivo).
  • Ridurre i comportamenti disfunzionali relativi all’ attività fisica.
  • Sperimentare quanto l’ascolto corporeo e il ricorso ad alcune risorse (la musica ad esempio) possano rappresentare punti di forza nello stabilire confini personali.

Obiettivi della seconda parte dell’intervento:

1 – Offrire ai giovani uno sguardo che comprendesse anche il corpo come elemento centrale di relazione con il mondo e l’ambiente circostanti.

  • I giovani si sono concentrati su alcuni stimoli enterocettivi e secondariamente, su un confronto costruttivo sulle loro differenti percezioni emotive.
  • Ad ognuno è stato chiesto di esprimere le proprie idee e vissuti emotivi in presenza di tutta la classe, promuovendo quella “educazione fra pari” che la ricerca scientifica ha dimostrato essere il miglior strumento e la via più efficace per veicolare messaggi di prevenzione.

2 – L’intervento di “restituzione” dei dati emersi dai questionari, è diventato l’occasione per affrontare alcune aree indicate dalla letteratura come fortemente correlate al rischio di sviluppare un disturbo alimentare, in primis il comportamento di dieting è stato visto come possibile fattore di rischio.

Si sono esplorati alcuni temi relativi al contesto sociale sottolineando alcuni punti in particolare:

  • La precarietà del mondo professionale e dei legami sociali e affettivi.
  • Le contraddizioni che spingono le persone ad occuparsi di cibo, libri di cucina da una parte e diete e corpi perfetti dall’altra.
  • La nostra società che punta tutto sull’immagine e la performance sollecitando costantemente aspetti narcisistici a scapito di abilità sociali e di condivisione emotiva.

Abbiamo considerato come in tale contesto il corpo rischia di diventare un fine con cui controllare la confusione, le contraddizioni e l’angoscia. Può diventare, qualora il disagio sia pervasivo, l’unica fonte di rassicurazione andando a costituire un mondo chiuso in cui nessuno può entrare, incrementando le sensazioni di controllo onnipotente.

Si è visto inoltre come la pressione sociale al perfezionismo in tutti i ruoli maschili e femminili possa ingigantire un forte senso di inadeguatezza con il rischio implicito di ricorrere al controllo del peso corporeo come rassicurazione a tale insicurezza.

Il pericolo di concentrarsi solo sul controllo corporeo come metodo per una regolazione emotiva è stato individuato all’interno di tutte le fasi dell’intervento.